Bosch e un altro Rinascimento
Per la prima volta a Milano un omaggio all’illustre maestro fiammingo attraverso un’esposizione di assoluto rilievo internazionale presso Palazzo Reale a cura di Bernard Aikema, Fernando Checa Cremades e Claudio Salsi.

Il progetto, concepito come un viaggio nell’immaginario visionario di Bosch, celebre per le sue creature mostruose, le figure fantastiche e gli scenari onirici, ha tracciato un dialogo tra i suoi capolavori e le opere di grandi maestri fiamminghi, italiani e spagnoli. Tale confronto ha evidenziato l’influenza esercitata da Bosch non solo nel contesto artistico del suo tempo, ma anche sulle generazioni successive.
L’esposizione di Palazzo Reale non si configura come una monografica tradizionale, ma come un incontro tra i capolavori attribuiti a Hieronymus Bosch e importanti opere di altri maestri fiamminghi, italiani e spagnoli, in un confronto che mira a illustrare come un “altro” Rinascimento — non esclusivamente italiano e non solo boschiano — abbia influenzato in modo significativo artisti di grande rilievo, tra cui Tiziano, Raffaello, Gerolamo Savoldo, Dosso Dossi, El Greco e molti altri.

Il progetto espositivo nasce da un intenso lavoro di ricerca, durato cinque anni, e dalla creazione di una rete di cooperazione culturale internazionale senza precedenti, che ha coinvolto governi, ambasciate, musei, istituti culturali e collezionisti. La mostra si distingue per la potenza narrativa di un’intera epoca artistica e per l’importanza e la varietà dei confronti che essa propone. Tra i prestiti eccezionali, spiccano il monumentale Trittico delle Tentazioni di Sant’Antonio, giunto per la prima volta in Italia dal Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona, e il Trittico del Giudizio Finale, proveniente dal Groeningemuseum di Bruges. Inoltre, sono presenti opere straordinarie come Le tentazioni di Sant’Antonio dal Museo del Prado, la tavola San Giovanni Battista dal Museo Lázaro Galdiano, e il Trittico degli Eremiti dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, appartenuto al cardinale Domenico Grimani, uno dei più illustri collezionisti di Bosch in Italia.




L’esposizione offre inoltre la straordinaria opportunità di un raffronto tra i quattro arazzi della serie di Granvelle di derivazione boschiana provenienti dall’Escorial e di proprietà del Patrimonio Nacional de Espana e il cartone del quinto arazzo, ormai perduto, che è stato identificato nelle collezioni delle Gallerie degli Uffizi. È importante sottolineare l’enorme valore artistico ed economico dell’arazzo nella cultura europea del Cinquecento, poiché rappresentava un autentico status symbol dell’élite. In tal senso, la possibilità di ammirare, grazie ai prestiti dall’Escorial e dalle Gallerie degli Uffizi, l’intero ciclo degli arazzi boschiani costituisce un’opportunità unica. I quattro arazzi dell’Escorial, infatti, non sono mai stati esposti insieme al di fuori della loro sede originale, e il confronto con il cartone dell’Elefante, relativo al quinto arazzo della serie, attualmente perduto, è un inedito assoluto.
A conclusione del percorso, l’opera audiovisiva Tríptiko di Karmachina ha immerso i visitatori nell’universo onirico di Bosch, ispirandosi al Giardino delle Delizie con musiche evocative di Fernweh per celebrare il viaggio tra sogno e realtà.


Il network internazionale
24 ORE Cultura vanta una rete di contatti e una capacità di gestione che le permettono di operare a livello internazionale, creando sinergie tra le principali istituzioni culturali del mondo. Questa posizione privilegiata ci ha permesso di portare a Milano in prestito capolavori di rara disponibilità, alcuni dei quali esposti per la prima volta in Italia. ll successo della mostra è stato reso possibile dalla stretta collaborazione con importanti musei e gallerie, tra cui il Groeningemuseum di Bruges, il Museo del Prado e il Museo Lázaro Galdiano di Madrid, le Gallerie degli Uffizi e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, nonché grazie alla cooperazione tra istituzioni italiane, in particolare l’Ambasciata d’Italia in Portogallo e l’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona.